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Futura sul dissesto scalette di accesso al mare a Barcola

Non bastavano la telenovela sul tram di Opicina, la “disperazione” della piscina terapeutica e la galleria di piazza Foraggi questa sconosciuta, adesso l’Amministrazione Dipiazza ci regala anche il nuovo tormentone dell’estate triestina: le scalette di Barcola.

Tutto bene, commenta il nostro candidato sindaco Franco Bandelli, se non fosse che quelle scalette le misi io nel lontano 2007 e la loro mancata manutenzione non è solo colpa di Dipiazza, che però nel frattempo ha svolto due mandati, ma anche delle altre Amministrazioni comunali che si sono nel frattempo succedute.

Il fatto è che nessuna di queste Amministrazioni cittadine ha mai provveduto e oggi non solo una signora si è ferita al piede, ma anche un altro giovane è stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari e questo lo sappiamo perché noi siamo presenti sul territorio. Ora non ci si venga a dire che la colpa dei ritardi è tutta della burocrazia.

Chiedo invece all’Assessore ai Lavori pubblici, che affermava di monitorare costantemente la situazione, se non fosse stato il caso di anticipare un po’ la tempistica della sua azione di controllo e svolgerla magari prima del 26 giugno, visto che l’attività balneare nel comune di Trieste inizia già il 1° giugno!

La invito anche a venire a fare una passeggiata sul lungomare: la aspetto volentieri, venga con me a verificare di persona per esempio le condizioni della seconda scaletta dopo la Marinella; venga a vedere com’è sistemata, con il passamano che finisce 5 gradini prima dell’acceso al mare, con grave pericolo per i molti anziani che, anche per l’assenza di una piscina terapeutica in città, se vogliono prendere un salutare bagno di mare sono costretti a rischiare di farsi male. E in generale, venga a constatare lo stato di manutenzione dei punti discesa a mare di Barcola, docce comprese.

Sinceramente, conclude Bandelli, mi sono seccato di sentirmi raccontare storie: che chi di dovere venga qui e si confronti con me e con i bagnanti di Barcola, perché io vado lì a fare il bagno, in mezzo alla gente e non in bagni privati e stabilimenti d’ elite come qualcun altro.

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