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Lidl e Despar nel Mercato coperto? Per noi di Futura è un gravissimo errore.

Lidl e Despar in corsa per il project financing del Mercato Coperto: questa la voce trapelata sulla stampa locale, che ha destato le ire di alcuni movimenti politici quali Futura e Adesso Trieste.

Per noi di Futura sarebbe un gravissimo errore. Significherebbe in primis far chiudere le piccole attività storicamente presenti nel mercato.

 

Come anticipato ieri dal Piccolo sembrerebbe archiviato, quindi, il dossier della Monticolo & Foti, che prevedeva un investimento di sei milioni da parte del Comune strutturando l’edificio di largo Barriera su tre livelli. Al piano terra un mercato di specialità locali e street food, al primo piano studi paramedici e al terzo una terrazza adibita a parco urbano. L’ipotesi più probabile ora, è che la struttura venga affidata alla grande distribuzione diventando, di fatto, un supermercato. Le trattative sarebbero già in corso.

 

Dare la struttura alla Grande Distribuzione organizzata sarebbe, secondo noi di Futura, un gravissimo errore. Significherebbe in primis far chiudere le piccole attività storicamente presenti nel mercato. Dove verranno spostate? Chi le rimborserà per la perdita dei loro banchi e del lavoro che perderanno?

Come la mettiamo con la tutela del bene culturale, che è vincolato e con la sua pubblica fruizione? Si perderebbe inoltre un punto di ritrovo e socializzazione degli abitanti del rione (dentro al Mercato coperto ci sono infatti un bar, l’edicola e altri servizi) oltre che rappresentare un’attrazione turistica. Il Comune farebbe chiudere l’ultimo nostro mercato? Non bastano il tram fermo e la piscina terapeutica crollata? Vogliono allungare l’elenco di strutture che hanno chiuso o lasciato in abbandono?

 

Noi di Futura sosteniamo inoltre che non serve attivare chissà quali costosi progetti di finanza pubblica. Si trovino le risorse per migliorare anche in successivi lotti (500 mila euro annui per 5 anni) la qualità del mercato e si affidino gli spazi del primo piano a progetti di piccoli artigiani e imprenditori locali nel campo dei prodotti locali e ristorazione. Si riduca il costo delle concessioni a favore dell’imprenditoria locale. Non servono progetti faraonici.

 

Secondo il portavoce di Adesso Trieste Riccardo Laterza, invece, non può essere vero che il Comune voglia “rilanciare” il Mercato coperto trasformandolo in un supermercato. Si attende una smentita sperando che sia solo uno scherzo poco divertente.

 

Laura Famulari (Pd), sostiene che ancora una volta vince la volontà di questa giunta Dipiazza di fare un affare facile e veloce, di evitare qualsiasi impegno vero di ripensare un pezzo di città come Barriera, condannato a diventare ancora più anonimo e impersonale. E tanto peggio se altri negozi chiuderanno soffocati dall’accerchiamento dei supermercati.

 

Giorgio Cecco coordinatore provinciale di Progetto Fvg crede che si debbano prendere in considerazione proposte e progetti alternativi, così come l’interesse di grandi gruppi, valutando quali siano le proposte. Certo ci sono già sufficienti supermercati in zona, quindi non parrebbe la soluzione giusta, di certo ci sarebbe la necessità di un cambiamento radicale. Servirebbe un progetto di riqualificazione con modifiche sostanziali, pur integrando le piccole realtà commerciali, pensando a tipologie e orari diversi, valorizzando i nostri prodotti tipici, magari anche con un centro di aggregazione e di incontro durante tutto l’arco della giornata.

 

Fonte:

Trieste Prima: https://www.triesteprima.it/cronaca/futura-supermercato-mercato-coperto-no.html

 

Rassegna Stampa:

Il Piccolo: https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2021/04/06/news/sul-mercato-coperto-no-alla-soluzione-grande-distribuzione-1.40118426

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