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Movimento Futura sul tema: “Con la cultura si può mangiare”

La cultura e le prospettive economiche legate al turismo culturale e al richiamo dei Grandi Grandi Eventi sono stati al centro oggi, venerdì 24 settembre, di una conferenza stampa presso la gelateria “Il Pinguino” di Molo Pescheria, 1 a Trieste del Movimento Futura che ha voluto ribadire che “Con la cultura si può mangiare” lanciando una serie di proposte in grado di ingenerare positive ricadute economiche per la città, sia dal punto di vista ricettivo che da quello legato alla ristorazione e al commercio. Sono intervenuti il candidato sindaco di Futura, Franco Bandelli e l’esponente del Movimento Rina Anna Rusconi.

“Quasi a conclusione di un impegno durato circa un anno in cui Futura ha presentato, attraverso conferenze settimanali e nell’ultimo periodo, quotidiane, una serie di proposte che costituiscono il corposo programma con cui il Movimento si presenta alle prossime elezioni comunali, l’incontro odierno – hanno dichiarato il candidato sindaco, Franco Bandelli e l’esponente del Movimento, Rina Anna Rusconi – ha rappresentato l’occasione per trarre le conclusioni sull’argomento Trieste e la Cultura; quindi da un lato offire un riepilogo sintetico su alcuni temi fondamentali e, dall’altro, ribadisce l’importanza di una comprensione diversa della questione culturale che non è un semplice argomento astratto, ma costituisce, anzi, la base per poter ridare nuovo impulso allo sviluppo di Trieste e di conseguenza creare nuovi posti di lavoro”.

Bandelli ha raccolto infine l’appello ai candidati sindaco dell’associazione Triestebella su “52 idee per una Trieste più bella” e ricordato come gran parte di quelle proposte fosse già parte integrante del programma elettorale del Movimento. “Da un adeguato utilizzo e la valorizzazione globale del Porto vecchio, che non dev’essere uno “spezzatino”, ai percorsi storico-culturali dedicati alla Trieste romana e mitteleuropea e soprattutto quella di rendere il centro di Trieste la “città delle statue”, con la realizzazione di statue-pedone per ricordare le personalità illustri vissute, nate o che sono transitate per la nostra città – idea di cui, conclude Bandelli, io stesso mi sono reso parte attiva per farla partire collocando le riproduzioni di Joyce, Svevo e Saba e la Mula de Trieste”.

Tema fondamentale è mettere al primo posto le potenzialità ancora inespresse del valore che la letteratura triestina ha acquisito in tutto il mondo. Trieste dev’essere promossa nel mondo per la valenza di carattere internazionale che ha in questo ambito. Il Comune deve impegnarsi per far identificare Trieste come città della Letteratura, con o senza il timbro dell’Unesco. E, di conseguenza, creare un percorso di statue come già fatto per Saba, Svevo e Joyce, cosicché i grandi protagonisti della scrittura siano visibili e diventino l’attrattiva principale anche da un punto di vista turistico. Centrale è poi la promozione di un Parco letterario in regione: con Trieste e i suoi Saba, Svevo e Joyce, Grado e Marin, Gorizia e Michelstaedter, la Carnia con Sgorlon, Ungaretti e San Martino del Carso, Hemingway e i luoghi della Grande Guerra, Casarsa e Pasolini, Ippolito Nievo e Fagagna.

La “Città delle statue” dovrebbe anche risanare il vuoto storico riguardante i tre secoli dalla fondazione del Porto vecchio: andrebbe assolutamente collocata in Borgo Teresiano la statua di Maria Teresa d’Austria e quella di Giuseppe II in Borgo Giuseppino, quella di Francesco Giuseppe nei pressi del Porto vecchio ad esempio e andrebbe creato aanche un percorso della Trieste Mitteleuropea. Ma anche arredare il centro urbano con statue raffiguranti le tradizioni della città ad esempio Le Venderigole, oppure il Pinguino Marco. Insieme alle statue va riqualificato l’arredo verde urbano: strade alberate e piazze decorate con il verderisponderebbero sia a questioni estetiche che di riduzione dell’inquinamento.

Serebbe necessario riqualificare il Parco Museale, creando anche un Polo museale in Porto vecchio, che raggruppi le raccolte d’arte per argomenti e in modo tematico, risistemando, aprendo o ampliando gli orari di alcuni musei oggi quasi invisitabili come il Civico Museo Morpurgo e il Civico Museo di Storia Patria, ma soprattutto togliere dai magazzini e dall’oblio raccolte intere aprendo nuovi spazi museali , Trieste possiede una ricchezza inestimabile degna di una capitale ma se le raccolte museali restano nascoste o poco visitabili non si creano ricadute economiche .

Trieste potrebbe ideare e ospitare un evento che la rappresenti nel migliore dei modi: una Trieste Mosaico di Culture della Musica in cui rappresentare le peculiarità del nostro territorio attraverso la musica folkloristica e tradizionale, coinvolgendo tutti i rioni della città e anche molti enti, artisti e associazioni della cultura triestina (scuole di musica, come la Glasbena Matica, il Conservatorio Tartini, la Scuola di Musica 55 e i tantissimi musicisti triestini, le tradizionali bande musicali, ma anche le comunità storiche e quella slovena che potrebbero mettere in scena antiche tradizioni e balli folk) che culminasse con un grande spettacolo finale in centro. Nei rioni questa grande festa dovrebbe mettere in evidenza le tradizioni locali in forma musicale, teatrale o fieristica . Gli artisti della scena triestina come, solo per citarne alcuni, Andrea Binetti, Alessio Colautti e Bruno Jurcev potrebbero occuparsi di operetta, teatro dialettale e canzone d’autore triestina, il Comitato di coordinamento per il Carnevale di Trieste e del Palio cittadino potrebbe fungere da collante coinvolgendo anche le bande musicali altamente scenografiche che hanno preso parte al Carnevale Europeo, creando così un legame tra rioni e centro cittadino attraverso le tradizioni e la musica. I teatri come Bobbio, Silvio Pellico, Teatro Sloveno, dei Fabbri e non solo, potrebbero mettere in scena spettacoli a tema: insomma una kermesse delle nostre tradizioni artistiche e musicali che possa rappresentare Trieste e farla diventare un palcocenico a cielo aperto dove la colonna sonora sia quella delle melodie più tradizionali (tra folk, Mitteleuropa e sonorità mediterranee). Parallelamente se questa grande una manifestazione in grado di creare curiosità e afflusso turistico e quindi molte potrebbero essere le visite guidate inserite nel corso della manifestazione.

Trieste è stata sempre riconosciuta a aluvello nazionale come patria dell’operetta: sarebbe quindi quantomai opportuno riportare in vita un Festival dell’Operetta in grande stile.

Si dovrebbero organizzare e ospitare grandi mostre legate alla storia di Trieste privilegiando i rapporti storici coi i Paesi contermini come Austria, Slovenia e Croazia, con mostre a tema di carattere artistico o storico sul filone della comune appartenenza alla Mitteleuropa.

A Trieste devono tornare infine i Grandi Eventi musicali con artisti in grado di portare afflusso turistico da fuori regione e anche dagli Stati vicini. 

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