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Proponiamo i centri rionali d’ascolto

La periferia è lo specchio di una buona amministrazione comunale. Ogni Rione per evitare disagi sociali e degrado dovrebbe avere un punto di riferimento concreto, un punto di ascolto vero e proprio che funga da un lato da barriera contro l’abbandono sociale dei luoghi e delle persone e dall’altro rivitalizzi aeree che altrimenti possono diventare facile preda di degrado.

Naturalmente le circoscrizioni, ora un organo di carattere politico, secondo Futura, poco utilizzato rispetto alle potenzialità reali, avrebbero il compito di collaborare attivamente con questi “punti di ascolto” dove convogliare le richieste e le istanze portate dai cittadini. Il “punto d’ascolto” raccoglie, il consiglio circoscrizionale interviene.

Alla luce del terribile anno 2020 che ha stravolto il volto delle città, questo punto di ascolto dovrebbe essere multifunzionale. Non solo gestire con cura il proprio territorio come ad esempio coordinare piccoli lavori di manutenzione, dalle aiuole, a qualsiasi altra realtà concreta (esempio: il sale per evitare in ghiaccio in inverno, etc…) così come la pulizia esterna della zona, ma anche attraverso professionisti del sociale offrire un aiuto concreto, luoghi dove si possa fornire un ascolto attivo e accogliere le problematiche attuali e specifiche del singolo.

I motivi per cui il Movimento Futura propone di affiancare alle circoscrizioni questi centri rionali arriva anche dopo un anno che ha sconvolto la vita di ogni città, ed è in quest’ottica che vorremmo ricordare la definizione del concetto di salute.
La salute è definita  dall’Organizzazione mondiale della sanità,  OMS,  come «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia»
Intendiamo in questo senso richiamare l’importanza del benessere psicologico per la persona, il quale, tra le varie, funge da fattore protettivo anche rispetto allo stato di salute fisica.

 
Siamo animali sociali e un buon stato psicofisico ha necessariamente bisogno di solidarietà, relazione, contatto, empatia e reciprocità.

E paradossalmente le categorie più colpite da questo isolamento sociale sono quelle che di socialità hanno più bisogno: gli adolescenti  e gli anziani.
La fase adolescenziale è la parte della vita di una persona in cui la stessa va verso l’individuazione di ciò che è, nel distacco dalla famiglia, con il supporto del gruppo dei pari.  I giovani che da un anno non frequentano più fisicamente la scuola stanno manifestando difficoltà emozionali  importanti e le conseguenze le abbiamo davanti i nostri occhi (vedi episodi di violenza e aggressività sempre più frequenti).

 
Per quanto riguarda gli anziani diversi studi sottolineano l’importanza della socialità nell’anziano che impedisce il ripiegarsi su se stessi, stimolando mente e buonumore.

Gli anziani sono la nostra storia gli adolescenti sono il nostro futuro e come vari paesi europei che già propongono questo progetto, il Movimento Futura ritiene che  potrebbe oltretutto creare un terreno fertile per la commistione di realtà così distanti ma che forse in un certo senso potrebbero avere dei tratti di complementarità.
Luoghi dove spontaneamente potrebbero crearsi reti di supporto reciproco in cui l’energia del giovane contaminerebbe l’anziano che a sua volta potrebbe arricchire il giovane con la propria esperienza.

 
In quest’ottica proponiamo a livello di circoscrizioni dei punti di ascolto con professionisti formati che possano accogliere le problematiche di queste classi generazionali e trasformarsi in possibili luoghi di aggregazione sociale oltre che di monitoraggio del territorio, in modo tale da creare un alleanza sempre più forte tra città e cittadino.

La tradizione insegna che luoghi in cui le persone si possono incontrare per attività del tempo libero risolvono situazioni di solitudine e sono un valido supporto anche alle istituzioni che, nonostante le più buone intenzioni,  non potrebbero mai mappare in dettaglio i bisogni di un territorio.

In fondo è come inventare di nuovo “l’acqua calda”,  la conoscenza diretta dei problemi da parte di un sindaco, cosa che ad oggi ancora troviamo nei paesi più piccoli, risolve e sistema più facilmente qualsiasi piccola o grande esigenza.
Imparare dal passato è necessario per costruire un futuro più umano dove il contatto sociale è la chiave di volta per una società e una socialità più equilibrata.

Francesca Borgheggiano, Sabrina Iogna Pratt, Rina Anna Rusconi
 
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