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I punti fermi del programma imprescindibili per un eventuale apparentamento al secondo turno e il futuro di Futura

Il Movimento Futura ha tenuto oggi (venerdì 1 ottobre 2021) presso presso la gelateria “Il Pinguino” di Molo Pescheria, 1 a Trieste la conferenza stampa conclusiva della propria campagna elettorale ribadendo i punti fermi e illustrando il futuro del Movimento attraverso un collegamento telefonico con il suo fondatore, l’Onorevole Ferruccio Saro.

Erano presenti il candidato sindaco del Movimento, Franco Bandelli, il consigliere comunale, Roberto de Gioia e il coordinatore provinciale, Michele Sacellini.

“E’ passato ormai più di un anno dal momento in cui un gruppo di persone ha deciso di impegnarsi per creare un movimento civico e politico che potesse esprimere una valida alternativa ai classici schieramenti e potersi presentare alle ormai imminenti elezioni amministrative triestine e da lì è nato il movimento Futura” ha esordito il coordinatore provinciale, Michele Sacellini. “Fin da subito, ha ribadito Sacellini, abbiamo affermato che non ci reputiamo né di destra né di sinistra: crediamo semplicemente di essere persone equilibrate e di buon senso che intendono mettersi a disposizione del proprio territorio.

Fin dall’inizio abbiamo espresso l’ambizione di contribuire, nel nostro piccolo, a creare una proposta elettorale che puntasse alla concretezza e lo abbiamo sempre fatto con l’idea che si potesse dare vita a un soggetto politico capace di dare voce e raccogliere tutte, o perlomeno molte, delle sensibilità politiche di un mondo moderato, civico, equilibrato, liberale, riformista con caratteristiche inclusive, di pluralità di visioni, federativo e con all’interno sensibilità anche diverse che si riconoscessero in questi valori; tutte cose che al giorno d’oggi sembrano avere pochi spazi nella “politica dello slogan”, degli annunci e della poca concretezza.

Spesso la politica non ascolta i problemi per capirli e affrontarli, ma al massimo per rispondere con degli slogan urlati e altisonanti da far rimbalzare nel mondo del web. I veri problemi molto spesso vengono posti in secondo piano, ma se vogliamo creare una proposta credibile dobbiamo imporci di affrontarli veramente.

Una nuova proposta in tal senso deve prima di tutto essere capace di offrire “speranza” al proprio campo di riferimento ed essere “credibile”.

Trieste viene considerata, giustamente, una delle città con maggiore prospettiva di sviluppo per il futuro, soprattutto grazie al porto e alla propria attrattività turistica. Come Futura ci adopereremo al massimo affinché queste prospettive si traducano in realtà.

La nostra città vanta delle ottime e innegabili eccellenze nel proprio tessuto economico, che vanno dagli enti di ricerca scientifica agli istituti assicurativi, dalla filiera del caffè al sistema portuale, ma non possiamo far finta di non vedere la crisi demografica e del tessuto industriale della città che si sono manifestate negli ultimi anni.

Ed è lì bisogna agire: bisogna affrontare e programmare il futuro di quella che dev’essere l’attività produttiva del territorio perché un territorio per stare in equilibrio oltre al Terziario ha bisogno anche di un settore industriale e la politica ha il dovere di programmare e agevolare lo sviluppo in tal senso.

Siamo andati nelle periferie troppo spesso dimenticate o ricordate solo in tempo di campagna elettorale, abbiamo dialogato con associazioni e singoli cittadini raccogliendo tutti i suggerimenti possibili al fine di poter fornire a Trieste quelle azioni che le permettano di ritagliarsi un futuro adeguato alle aspettative e alle ambizioni cittadine. In quest’ultimo anno abbiamo presentato il nostro programma e abbiamo organizzato decine di conferenze stampa in ogni rione cittadino dove abbiamo presentato le nostre idee per la città. Abbiamo svolto e continueremo a svolgere il nostro impegno civico con dedizione e responsabilità.

Ma c’è dell’altro. Molti di noi si dedicano a questo servizio con una prospettiva che va oltre al civismo: lo fanno nella convinzione che esista un’esigenza politica che a oggi non trova risposta negli schieramenti “classici” della politica nazionale. Molti di noi si impegnano nella convinzione che ci sia da riscrivere una proposta politica diversa da quella che può venire espressa dalla classica dicotomia tra schieramenti di centro-destra e centro-sinistra. L’attuale politica nazionale riserva, a nostro avviso, uno scenario ben poco rassicurante, nel quale in entrambi gli schieramenti a farla da padrone sono le forze “anti-sistema”, populiste e sovraniste.

Da una parte il centro-destra composto da un 40% (20% Lega + 20% FdI circa) che sembra aver abdicato alla funzione principe della politica a favore degli slogan più altisonanti. Dall’altra parte il centro-sinistra, che punta a far resuscitare e rinvigorire quella forza di “pura protesta senza proposta” che era il M5S al quale sembra riservare un ruolo di assoluto primo piano nell’attesa di capire dove la sua evoluzione lo porterà. L’area che un tempo sarebbe stata definita “moderata”, “liberale”, “riformista”, ma che a me piace chiamare “equilibrata”, si trova oggi schiacciata tra i due monoliti “anti-sistema” dove i pochi rappresentanti del centro “old style” si vanno a dissolvere. Non esiste una valida d immediata alternativa al “bipolarismo inefficace” e pertanto si alimenta una forte avversione al mondo della politica in quelle persone che in questo degrado non si ritrovano e che vanno ad alimentare il mondo del non-voto, dell’astensione, del disinteresse o addirittura avversione politica e dell’attesa di qualcosa di diverso. Noi siamo convinti che questo non sia un campo politico minoritario, bensì (in questo momento) un campo politico che non trova rappresentanza e pertanto che spesso non si esprime o se lo fa, lo fa con la consapevolezza di fare una scelta sul “meno-peggio” anziché sul “migliore”. In questo scenario, molti di noi si sono prestati a questo progetto civico con l’intenzione e la convinzione di gettare le basi per la Futura esistenza di un soggetto politico capace di interpretare un ruolo da protagonista, anziché adagiarsi su quello da gregario che tira la volata all’anti-sistema. Siamo consapevoli che le spinte di questo tipo devono avvenire a livello nazionale, ma nel momento in cui ciò avverrà noi ci faremo trovare pronti. Fino a quel momento, i nostri sforzi si concentreranno sul raggiungimento e la promozione dei bisogni e delle idee locali, che potranno valorizzare il nostro territorio, che conosciamo fin nei dettagli e che da parecchio tempo andiamo illustrando in giro per la città, mettendoci molto impegno, impiegando molte energie, ma avendo un continuo riscontro, dimostrato – oltre che dalle testimonianze delle persone che incontriamo -, anche constatando come anche altre forze politiche abbiano poi fatto proprie le nostre idee.

Per un progetto ambizioso come questo e che punti ad un’evoluzione a “lungo termine”, serve una visione da proporre e tanto coraggio. Noi siamo convinti di averli entrambi”.

Il futuro del Movimento è stato delineato attraverso un collegamento telefonico con il suo fondatore, l’Onorevole Ferruccio Saro che, complimentandosi per il lavoro svolto e sicuro di un successo del candidato sindaco e del Movimento, ha voluto guardare avanti, ipotizzando una presenza anche a livello regionale nell’alveo di quello che Saro ritiene sarà lo scenario politico prossimo futuro con una forte connotazione centrista.

Bandelli ha concluso la campagna ricapitolandone i punti programmatici e indicando i temi presenti nel programma di Futura sui quali non è possibile derogare da parte delle forze politiche interessate per un eventuale apparentamento al secondo turno a cui il Movimento ha confermato di essere disponibile a una piena apertura senza alcuna preclusione a priori:

  • Piscina terapeutica;
  • Pedonalizzazioni e piano parcheggi;
  • Deleghe assessoriali a Economia del mare e Carso;
  • Lavori pubblici quali volani di sviluppo;
  • La logica dello spezzatino via da Porto vecchio;
  • Raddoppio della linea di costa barcolana;
  • Sostegno economiche e servizi alle famiglie.

 

Nel suo appello agli elettori Bandelli ha spiegato perchè dovrebbero votare Futura:

Votare Futura perché la progettualità dimostrata in questo anno non ha eguali nella storia amministrativa politica della nostra città; votare Futura perché speriamo di vedere una Trieste del futuro disegnata secondo un progetto globale e non una sorta di spezzatino dove ogni giorno nasce un’idea e alla fine dello stesso giorno tramonta; votare Futura per rispettare le famiglie e anche chi la pensa diversamente su temi così importanti come quelli post-pandemici; votare Futura perché secondo noi le piazze vanno ascoltate e non calpestate; votare Futura per riordinare settori importantissimi della vita pubblica come i lavori pubblici; votare Futura per ridare dignità a chi soffre e da due anni non ha una piscina terapeutica; votare Futura perché pensiamo che il turismo sia fondamentale e trainante, ma per fare questo bisogna fornire servizi adeguati, raddoppiando ad esempio la linea di costa barcolana; votare Futura perché quando abbiamo potuto governare siamo stati fautori del processo di pedonalizzazione di questa città e intendiamo completarlo nel suo ring finale (parlo di via Mazzini da una parte e via San Michele dall’altra) e per quello che si sta facendo e si potrebbe ancora fare per le periferie (penso a San Giacomo); votare Futura perché pensiamo che sia il momento di proporre due deleghe importantissime: una all’economia del mare e una al Carso; votare Futura infine perché con noi la quotidianità riprenderà il sopravvento sui massimi sistemi sbandierati in questi ultimi cinque anni e che poi hanno portato a ben poco; perché i cittadini vogliono avere un rapporto quotidiano con la pubblica amministrazione e chiedono di ripartire dalle periferie trascurate, perché ad esempio Altura non può restare un rione dormitorio; votare Futura per riprenderci la vita normale.

Noi siamo convinti che con la pandemia bisognava convivere, abbiamo ascoltato e seguito tutte le regole, ma che sia rrivato il momento di voltare pagina e riprenderci la vita, che può ripartire proprio dalle nostre periferie, dai nostri locali di prossimità, dalle nostre piazze, dai rioni, dalle manifestazioni di socialità che ci sono terribilmente mancate.

Votare Futura perché i nostri figli che vanno all’università non debbano pagare 180 euro per poter frequentare le lezioni, così come i dipendenti pubblici e i lavoratori per entrare al lavoro, porto docet. Sono queste le condizioni che poniamo.

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