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Sostegno di Futura al Comitato “Ritorno al Parco”, che ha come scopo la riapertura al pubblico del Parco di Villa Necker

In relazione alla nota odierna inviata dal Comitato “Ritorno al Parco”, che ha come scopo la riapertura al pubblico del Parco di Villa Necker, il candidato sindaco di Futura, Franco Bandelli ricorda il comunicato di adesione inviato alla stampa ancora in data 4 aprile, confermando il proprio sostegno e quello del Movimento all’iniziativa.

Villa Necker e il suo parco: un’oasi verde nel cuore di Trieste.

Il sostegno di Futura al Comitato che ne promuove l’apertura al pubblico. Il Movimento: “Predisporre uno studio approfondito sull’implementazione del verde cittadino e la riqualificazione di parchi e giardini”.

Il Movimento Futura sostiene con forza il neocostituito Comitato che promuove l’apertura al pubblico del giardino di Villa Necker plaudendo a un’iniziativa che intende restituire alla città un complesso dal grande valore storico: un gioiello verde della cui riapertura Trieste avrebbe assoluto bisogno.

Villa Necker è una dimora di foggia neoclassica nell’area dell’Università vecchia, zona oggetto di uno sviluppo edilizio suburbano agli inizi dell’Ottocento.

La proprietà è immersa in un’estesa area verde che rappresenta il primo giardino all’italiana di Trieste.

Oggi la villa ospita il Comando Militare Esercito Friuli Venezia Giulia con adiacente Circolo Ufficiali. Ma il meraviglioso parco di circa 3 ettari rimane praticamente inutilizzato, appare in parte trascurato e non è usufruibile dalla cittadinanza.

Nel frattempo si sono succedute più amministrazioni comunali, ma non è successo nulla.

Da poco però si è costituito un Comitato che richiede a gran voce l’apertura al pubblico del parco della villa e ha lanciato una petizione online sulla piattaforma change.org. Perché, si chiedono gli esponenti di Futura, devono essere sempre i cittadini e non le pubbliche amministrazioni a far emergere casi come questo?

Trieste è una città che non possiede molti giardini o spazi verdi. Un parco come quello di Villa Necker, per il quale sono state spese anche cifre considerevoli per il rifacimento del muro di contenimento, non può e non deve essere lasciato chiuso.

Il Movimento Futura intende quindi offrire il massimo sostegno al Comitato e invita tutti i cittadini, al di là delle convinzioni politiche, a sottoscrivere la petizione online.

Il motivo è semplice: i giardini, quand’è possibile renderli pubblici e quindi fruibili alla cittadinanza, rappresentano un patrimonio inestimabile che diventa “proprietà” di ciascuno di noi.

Viste le nuove opportunità offerte dai fondi che verranno erogati dall’Ue per progetti di sostenibilità e verde pubblico, ci pare quindi il caso, concludono gli esponenti di Futura, di predisporre uno studio approfondito sull’implementazione del verde cittadino e la riqualificazione di molti parchi e giardini di Trieste, alcuni dei quali oggi trascurati se non del tutto dimenticati.

Altri cenni storici:

Nel 1790 la tenuta venne acquistata dal conte siriano Cassis Faraone che, dopo aver ristrutturato gli interni con gusto orientale, ordinò la creazione di uno spettacolare parco con aranceti, pergolati, viti, statue e fontane con giochi d’acqua.

La proprietà fu poi venduta nel 1820 a Gerolamo Bonaparte, fratello di Napoleone, già re di Vestfalia, da cui la denominazione di Villa Principe Bonaparte, per passare prima alla Marina Austriaca e poi al Demanio.

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