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Trieste e lo sviluppo del settore crocieristico

Oggi mercoledì 7 aprile alle ore 11:30 davanti alla Stazione marittima, il Movimento Futura ha tenuto una conferenza stampa incentrata sullo sviluppo del settore crocieristico a Trieste. Erano presenti il nostro candidato sindaco Franco Bandelli, il coordinatore provinciale Michele Sacellini e le nostre esponenti del movimento, Rina Anna Rusconi e Sabrina Iogna Prat.

Sacellini ha esposto le grandi prospettive di sviluppo e sottolineato le criticità. Il settore crocieristico, in linea di massima, non è ben visto dal triestino medio, con l’intento di sfatare alcuni luoghi comuni e rimarcare invece le opportunità che si potrebbero raggiungere attraverso l’attuazione di una serie di proposte.

La nostra esponente Rina Anna Rusconi, ha ricordato che il settore del turismo, importantissimo per il ramo economico nazionale e locale, purtroppo nell’ultimo anno è stato pesantemente penalizzato. Bisogna guardarci però con grandissima attenzione, in quanto potrebbe portare una boccata d’ossigeno a Trieste. Tra i possibili segmenti turistici, particolare rilevanza riveste quello delle crociere, che possono e devono tornare a toccare Trieste. Se da un lato vanno rivisti in modo totale l’approdo, i moli e il ricevimento, dall’altro non vanno sottostimate le ricadute sulla città. I turisti acquistano escursioni quindi offrono lavoro a guide, accompagnatori, personale di terra per gli sbarchi e gli imbarchi, ditte di trasporti, bar e ristoranti e, ovviamente, anche negozi. Ma soprattutto queste escursioni permettono ai crocieristi di conoscere la città. Certo, sono escursioni brevi che però lasciano il segno e sicuramente in molti poi vorranno riprogrammare un viaggio in regione, sia per conoscere meglio Trieste che per scoprire il resto del Friuli Venezia Giulia, che abbonda di siti Unesco e panorami enogastronomi di grandissima qualità. Ed è un turismo su cui non è necessario investire, perché a portarelo sono i Tour Operator delle crociere: è quindi un’occasione straordinaria e senza costi per far conoscere la città e ottenere poi una grande opportunità con il turismo “di ritorno”.

Spesso, passeggiando sulle Rive, si sente mugugnare e si ascoltano frasi del tipo: “I bus che trasportano chi sbarca e chi si imbarca intasano, spesso e volentieri, il centro città. E ancora: durante l’ormeggio al Molo Bersaglieri, la nave inquina. Infine, le navi da crociera non creano indotto alle attività commerciali in città (bar, ristoranti e negozi). Sono tutti punti condivisibili e condivise sicuramente dai non addetti ai lavori ma, in parte, anche da chi è direttamente operativo durante le operazioni di scalo nave.

Noi di Futura abbiamo fotografato l’attuale situazione del Molo Bersaglieri, dove attualmente ormeggiano le navi da crociera in città, una struttura che ormai è superata. Nello specifico, la banchina d’ormeggio, lunga “solamente” 215 metri, non è più in grado di accogliere in sicurezza le navi di nuova generazione, che ormai superano largamente i 300 metri di lunghezza (tanto che si è dovuta creare una bitta d’ormeggio oltre la testata del molo).

Il terminal, di vecchia concezione, non fornisce servizi adeguati agli ospiti a livello di comfort e accoglienza rispetto ad altre analoghe strutture italiane ed europee.

Il piazzale (ricavato dai parcheggi delle Rive) non è dotato di stalli adeguati per la sistemazione dei bus.

Non esistono punti al coperto (all’ombra d’estate e al riparo dalla pioggia nelle altre stagioni) per gli ospiti in attesa dell’imbarco o della partenza delle escursioni.

La pavimentazione infine è accidentata e mette a rischio la sicurezza dei crocieristi che si muovono sul piazzale. 

Attualmente, le aree del Molo Bersaglieri sono in grado di sopportare agevolmente l’operatività di una sola nave ormeggiata (anche a livello logistico): nel caso di due contemporaneamente, il sistema rischia di andare in affanno.

 

Anche la logistica, intesa come movimentazione bus, presenta numerose problematiche.

È capitato spesso in passato che, durante gli scali di due navi in contemporanea, la movimentazione dei bus in entrata e in uscita mandasse letteralmente in tilt il traffico sulle Rive.

Ci sono state volte in cui i bus coinvolti nelle operazioni hanno superato le 70 unità. Va considerata, in aggiunta a questi numeri, la presenza dei numerosi camion impiegati per il rifornimento della nave.

Ed è proprio da qui che bisognerebbe iniziare a sviluppare un discorso più visionario, sia per il bene futuro della città e dei suoi residenti, che per coloro che operano direttamente all’interno dell’area portuale.

Trieste ha la fortuna di avere potenzialmente a disposizione un’area, il Porto Vecchio, che rappresenta un unicum nell’ambito dei Terminal crocieristici in Italia (e forse anche in tutta Europa) quanto a possibilità di riunire in un unico spazio offerta di servizi, accoglienza e logistica.

Ma quali sarebbero le strutture necessarie per il futuro sviluppo crocieristico di Trieste?

Un nuovo punto di attracco delle navi e la creazione di un’area terminalistica in quest’ampia zona di recente restituita alla città apporterebbero molteplici vantaggi.

Si partirebbe dalla creazione di un’area dedicata esclusivamente al comparto crocieristico, consistente in un molo di attracco che possa accogliere navi di oltre 300 metri di lunghezza in totale sicurezza.

Sarebbe poi fondamentale puntare su un allacciamento elettrico in banchina per i generatori nave e attrezzarsi per il rifornimento navi GNL (Gas naturale liquefatto).

Bisognerebbe pensare alla progettazione di un Terminal all’avanguardia, sotto il profilo dei servizi, dell’accoglienza e dell’ecosostenibilità. Bisognerebbe realizzare un piazzale bus con stalli già predisposti, segnaletica a terra per attraversamento dei crocieristi, punti di transito ospiti/accoglienza coperta (ombra e riparo pioggia). Servizi aggiuntivi per operatori del porto (spogliatoio, docce, armadietti di sicurezza, parcheggio dedicato). Il risultato immediato sarebbe il decongestionamento delle Rive, sia dal transito dei bus che dei camion per i rifornimenti.

 

Ulteriore punto di forza, la vicinanza a Piazza Unità, comodamente raggiungibile a piedi in una decina di minuti e alla Stazione ferroviaria, raggiungibile in pochi minuti con la possibilità di proporre escursioni a Venezia via treno con arrivo a Venezia S.Lucia.

Il Terminal farebbe parte del progetto urbanistico del Porto Vecchio e andrebbe a conglobarsi in futuro con gli annessi servizi e il fronte mare.

A Trieste, negli ultimi anni, c’è stato un forte incremento di scali stagionali da parte delle compagnie di casa (Costa Crociere e MSC), ma la città è riuscita soprattutto ad attirare compagnie estere, come la tedesca TUI Cruises che ha scelto, dal 2018, Trieste come home port.

Il 2020 e il 2021, se non fosse esplosa la pandemia, sarebbero dovuti essere gli anni del boom crocieristico triestino.

Alla luce di tutti questi aspetti, sarebbe forse il caso di porsi qualche domanda. Se già con le strutture e i servizi esistenti, Trieste è in grado di essere allettante nei confronti delle compagnie crocieristiche, possiamo immaginare quali sarebbero le potenzialità sviluppando l’area sopracitata?

Perché non “sfruttare” il momento di difficoltà di Venezia dal punto di vista crocieristico, per attirare su Trieste una parte del traffico lagunare?

Con più navi, aumento della frequenza di scali e conseguente aumento del numero dei passeggeri in transito, si assisterebbe anche a una crescita occupazionale tra tutte le aziende, agenzie, ditte di trasporto e guide turistiche che operano durante lo scalo nave.

 

Vista la complessità del progetto e di tutti i soggetti che verrebbero coinvolti (Autorità di Sistema portuale, Comune di Trieste, U.r.s.u.s., Regione Autonoma FVG, Trieste Terminal Passeggeri S.p.a.), è però necessario prima capire in che direzione si voglia andare e se ci si crede in un progetto simile.

Bisogna chiedersi cosa vuole rappresentare Trieste nel mondo crocieristico.

Noi di Futura non abbiamo dubbi in questo senso. Siamo convinti che se si liberassero le Rive dagli scali nave, si risolverebbe definitivamente il problema dei parcheggi sulle Rive, a cui da sempre siamo contrari, non si assisterebbe più il via vai di bus sulle Rive e si annullerebbe l’emissione dei gas di scarico delle navi durante lo scalo (tramite allacciamento elettrico).

 

Se, come riteniamo, l’aumento del traffico crocieristico anche grazie a queste migliorie da noi proposte portasse ricadute positive dal punto di vista economico e occupazionale, e le porterebbe sicuramente, la cittadinanza appoggerebbe in pieno questo progetto di sviluppo.

Trieste è una città portuale, di mare e di turismo. In una sola parola: una città di crociere.

Perchè, come suggeriva anche il titolo della conferenza stampa di oggi, “Trieste è il suo mare”.

 

Rassegna stampa:

Telequattro – Medianordest: https://telequattro.medianordest.it/7931/trieste-futura-economia-del-mare-e-mercato-coperto-per-rilanciare-il-turismo/?amp=1

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