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Una cabina di regia per il turismo a Trieste per aumentare l’attrattività e offrire nuovi posti di lavoro

L’istituzione di “Una cabina di regia per il turismo a Trieste per aumentare l’attrattività e offrire nuovi posti di lavoro” è stata al centro lunedì 27 settembre, di una conferenza stampa presso la gelateria “Il Pinguino” di Molo Pescheria, 1 a Trieste del Movimento Futura.

Sono intervenuti il candidato sindaco di Futura Franco Bandelli, il consigliere comunale Roberto De Gioia, il coordinatore provinciale Michele Sacellini e l’esponente del Movimento Rina Anna Rusconi.

Dopo una lunga analisi e sulla scorta delle numerose proposte presentate nelle conferenze stampa tenute finora, ha affermato in apertura Sacellini , oggi Futura ha posto l’accento sull’importanza del turismo per Trieste e sulla necessità di una cabina di regia affinché la spinta determinata dal turismo possa ripartire e soprattutto perché si assista a un suo rilancio e una promozione completa e coordinata.

A questo proposito vogliamo ribadire che, per attrarre turisti, è necessario attuare un piano di interventi mirati ovverosia puntare sull’immagine di Trieste come Città letteraria: è questo, ha spiegato Rina Anna Rusconi, il miglior biglietto da visita che abbiamo a disposizione.

E per di più, non costa nulla, perché non c’è niente da inventare. Il patrimonio letterario è un bene già acquisito: basta solo valorizzarlo. E per far questo è necessaria una visione d’insieme. I musei ad esempio vanno riorganizzati: bisogna riaprire quelli attualmente totalmente o parzialmente chiusi, razionalizzare le mostre (magari armonizzando argomenti e collezioni) e, soprattutto, far uscire dalla polvere dei depositi le opere, ( sono tantissime e di grande pregio!) che non hanno ancora trovato spazio nelle bacheche.

A cosa serve tenere al chiuso reperti di ogni tipo?

Si spendono comunque dei soldi senza ottenere di contro alcun incasso e si rischia di danneggiare quelli più fragili e delicate.
Serve anche ridare la giusta dignità al colle di San Giusto, creando un percorso archeologico di visita completo anche attraverso l’apertura, a Casa Francol, di un museo dedicato a San Giusto e ai reperti del periodo romano e medievale.

Le tabelle per indicare i siti d’interesse e i percorsi di visita non devono essere invasive e apparire uniformi ed esteticamente adeguate. Manca del tutto poi un percorso di Trieste Città mitteuropea, così come mancano le statue di illustri Asburgo come Maria Teresa, Giuseppe II e Francesco Giuseppe perché i tre secoli di espansione del porto e la nascita della città nuova sono ad oggi del tutto trascurati, mentre il potenziale turistico che ne deriverebbe lo richiede a gran voce.

La proposta si potrebbe integrare con quella regionale attraverso l’istituzione di un Parco letterario regionale che possa mettere in collegamento Trieste e i suoi Saba, Svevo e Joyce, Grado e Marin, Gorizia e Michelstaedter, la Carnia con Sgorlon, Ungaretti e San Martino del Carso, Hemingway e i luoghi della Grande Guerra, Casarsa e Pasolini, Ippolito Nievo e Fagagna. La Città delle statue, da quelle letterarie a quelle storiche e di grandi personaggi, cone ad esempio Josef Ressel, sarebbero, oltre che storicamente corrette, anche interessanti in quanto creerebbero una felice integrazione nel tessuto cittadino, connotandolo e sarebbero di grande impatto per i visitatori.

La storia immediatamente a portata di mano e ben visibile come arredo urbano.
E non possiamo dimenticare il Mercato coperto che ora langue, ma ha un grande potenziale inespresso (basta guardare ai mercati di Madrid e Budapest). Si potrebbe trasformare in una rassegna enogastronomica permanente del territorio, una vetrina privilegiata dei gusti multiculturali e dell’offerta di prodotti a km. zero. Con bar e ristorazione e, magari, anche un accogliente giardino sul tetto da cui godere di una splendida vista sulla città

“Certo che una città di mare se non punta sull’economia del mare, perde una grande occasione” ha commentato il consigliere de Gioia che ha rilanciato la proposta dell’istituzione di una Pescheria nel centro, magari al Salone degli Incanti. Un luogo deputato dove poter offrire ai turisti e ai residenti una panoramica del pescato locale, ma anche la realizzazione sul Waterfront e il Lungomare di Barcola di km. di spiaggia, di un accesso al mare adeguato per i bagnanti, attracchi per le barche e i grandi yacht insieme a una Fiera della nautica, ma anche la realizzazione di aree ludiche con piscine.

La realizzazione di moli a T consentirebbe un ampliamento del terrapieno dedicato alla balneazione da arredare con molto verde, che è sì decorativo, ma anche portatore di ossigeno e ombra nelle torride giornate estive.

A Trieste devono tornare i Grandi Eventi, suddivisi tra concerti con grandi stare a festival fokloristici per dare vita a un Mosaico di Culture che coinvolga tutto il mondo dell’arte e dello spettacolo di Trieste, dai teatri alle scuole di musica. E non vanno tralasciati i grandi eventi sportivi come il ritorno del Giro d’Italia e una Convention internazionale della speleologia, visto che il Carso presenta un numero ragguardevole di grotte e cavità naturali.

Perché la cultura e il turismo creano occupazione e posti di lavoro ci dev’essere una regia attenta e con profonda conoscenza del territorio. A questo scopo secondo Futura, ha concluso Bandelli, vanno rirpistinate le ex Aiat, che devono essere il motore propulsore e di coordinamento del patrimonio turistico e culturale che è Trieste.

L’attuale centralizzazione di TurismoFvg non è più funzionale e la promozione realizzata con queste modalità riduce di gran lunga le potenzialità turistiche e di attrazione dei diversi territori.

Per ottenere risultati davvero concreti Futura sostiene con forza l’istituzione di due assessorati ad hoc, dando vita alle deleghe all’economia del mare e al Carso.

aiat turismo trieste

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